Piccola critica non costruttiva.
10 ottobre 2004Io li odio. Non so se sia una prerogativa degli automobilisti romani o se il sistema sia diffuso altrove, ma io li odio tutti, anche se al momento odio di piu’ quelli romani.
Abbiamo ampliato parte del raccordo a tre corsie e tra un po’ lo sara’ tutto quanto, ma non e’ servito a niente. I romani odiano dover viaggiare dietro un altro. I romani diffidano dal dover viaggiare affiancati ad un altro. I romani non fanno le code ne vogliono degradarsi ad usare la Corsia Lenta, i romani hanno bisogno di spazio.
Dopo prolungate analisi, ho scoperto essere la corsia centrale il luogo di stazionamento di varie categorie di esseri abietti:
- - allegre famiglie gitanti, che procedono alla stessa, esatta velocita’ con cui viaggiano in quel momento tanti altri sfigati nella Corsia Lenta. Avendo a bordo piccoli pargoli chiassosi e privi di adeguata educazione a base di cinghia e sgabuzzini oscuri, devono avere spazio ai lati per poter sbandare in tutta tranquillita;
- - coatti genital-menteformati, coi macchinoni strafighi e a volte anche la strafiga accanto (a dire il vero, di rado. Piu frequente e’ la strafiga da sola col macchine del marito straricco), che nella corsia lenta no perche’ mica sono plebei, in quella veloce manco che poi nessuno li puo’ ammirare;
- - vecchietti cecati e rincoglioniti, coi riflessi di un fermacarte in avorio, possibilmente chini col volto proteso sul volante di un rottame fumante e traballante che procede alla velocita’ esatta di 60Km/h. Questi non si spostano nemmeno se gli piomba addosso un aereo in atterraggio di emergenza;
- - idioti che procedono ad una velocita’ di 0.02m/s superiore a quella definita nella Corsia Lenta. Quindi stanno sorpassando, quindi e’ giusto che occupino la corsia centrale per i successivi due giorni;
- - TIR che sorpassano camion, autocisterne che sorpassano vecchietti con la uno (che han commesso l’errore di non piazzarsi per primi in corsia centrale), pullman che sorpassano camion, autoarticolati che sorpassano TIR. Tutte manovre che durano dai 5 minuti a 5 brani di CD, conditi dalla nuvola nera esalata dai mezzi in questione tirati come fossero dei Ciao truccati.
- - Tecnocazzoni allo stadio terminale, che mentre rispondono al cellulare cercano di prendere appunti sul palmare cambiando marcia abbassando il volume della radio e programmando il GPS.
E cosi’, per la nota legge della distribuzione uniforme dell’imbecillita’, i romani sul raccordo viaggiano in formazione a scacchiera. Tutti i veicoli nelle caselle nere, espandendosi su quante corsie ritenute necessarie. Unico modo per procedere rapidamente in questa configurazione semovente e’ adottare la mossa dell’alfiere bianco. E cosi’ ogni tanto capita di incontrare qualcuno che ha perso l’ultimo briciolo di sanita’ mentale e continua a zigzagare da una parte all’altra. Oppure, potrebbe capitare di incontrare me.
La via che prediligo quando mi girano e’ quella di seminare gratuitamente il panico piombando addosso ai veicoli che mi precedono con lentezza ingiustificata, aspettando gli ultimi centimetri prima dell’impatto per mettere la freccia e sorpassare. Ed e’ curioso il modo con cui tali rifiuti incombusti riescano a farsi in la senza tuttavia riuscire a infrangere il muro delle superstizioni e rassegnarsi ad entrare nella Corsia Lenta. In alternativa, quando sono io a trovami in questa corsia tanto disprezzata, sorpasso in tutta comodita’ chi sta davanti a me, calcolando la traiettoria in modo che passi fino a sfiorare a rizzacapello il genital-menteformato che mi fiancheggia da un po’ troppo, col suo macchinone lucido e brillante. Che lampeggia ed impreca e mi fa amaramente rimpiangere di non aver mai installato un paraurti posteriore rinforzato con Duralite ad agenti nanomolecolari. Ma queste sono manovre che consiglio solo a chi, avendo raggiunto l’illuminazione, considera con la giusta irrilevanza la propria e la altrui vita.
distruttivamente,
Cthulhu




