Cioe’.

22 febbraio 2005

Arrivano (ritornano?) gli ammericani nel vecchio continente. A dare lezioni di esportazione di democrazia. Dimenticano forse, gli ammericani, che la loro civilta’ viene dritta dritta dall’esportazione di democrazia europea, avvenuta piu’ o meno mezzo millennio fa? Certo, ora e’ tutta un’altra cosa: a quei tempi toccava andare a far fuori quei maledetti indigeni uno per uno, rischiando la vita in prima persona, per fregargli l’oro. Oggi si buttano giu’ bombe seduti comodi in fortezze volanti, fin quando di sotto non c’e’ piu’ nessuno che abbia il coraggio di fare obiezioni, per fregare il petrolio. Poi magari quando intervengono i “marines”, arrivano le sberle. E allora e’ tempo di far sparire i giornalisti, che vanno bene finche’ fanno i filmini dello sbarco stile D-Day, diventano inopportuni quando fanno vedere gli ammericani morti e la gente locale per niente contenta di questo nuovo bene di consumo chiamato democrazia. Il Grande Gorilla Ammericano si congratula col Mezzo Duce, per sempre fedele e scodinzolante; come segno di riconoscenza sbavante i giornalisti italiani vengono immediatamente fatti rimpatriare. I servizi segreti italiani si sono finalmente accorti che laggiu’ la situazione e’ pericolosa. Alleluja, fratelli. Poi il Grande Gorilla minaccia: l’atomica la possiamo avere solo noi. Noi possiamo utilizzare proiettili all’uranio e testate atomiche tattiche nelle nostre guerre, perche’ noi siamo i cowboy della terra – prossimamente, pure dello spazio. Ma che gli altri non si azzardino a tentare di farsene una, che sarebbero terroristi! Quindi volge lo sguardo alla Russia, e con aria di disapprovazione commenta sullo stile democratico di cio’ che rimane dei cattivi rossi. Lui, che il primo mandato l’ha rubato e che in questi giorni sta piazzando nei mari sottomarini in grado di intercettare qualsiasi roba transiti sulle fibre ottiche oceaniche (cioe’, in grado di farsi i cazzi miei), fa la predica ad un poveretto che come unico sogno ha quello di essere eletto Zar. Pero’, sotto sotto, il Grande Gorilla e’ invidioso: dopotutto l’Aspirante Zar riesce a fare molte piu’ porcate in Cecenia di quante ne faccia lui in Iraq, e pure per lo stesso motivo – il petrolio – ma senza sollevare tutto questo scalpore.

Ci auguriamo una nuova collaborazione mondiale perche’ vi sia democrazia in tutto il mondo, affinche’ sterminii e bombardamenti possano avvenire in santa pace ed in silenzio, che le nostre anime non siano turbate da immagini di bambini spappolati e donne carbonizzate.

Adesso vado a fare benzina.

bruciatamente,
Cthulhu

Notizie di oggi.

18 febbraio 2005

Sopravvivenza consumistica.

Quando accompagnate vostra madre (o vostra moglie, la vostra compagna, l’amica con cui ci provate disperatamente, o tutto questo ma al maschile) al supermercato, a fare la “spesa grande”, gia’ sapete che dovrete movimentare una quantita’ di sacchetti che nemmeno quando organizzate l’orgia del fine settimana. Sapete anche che il punto cruciale non e’ nel trovare un modo per farli entrare tutti in macchina o nel farli uscire poi senza rimanere piegato in due, ma nel riempirli. Alla cassa, quando con una serie di BEEEP frettolosi si viene sommersi di scatole, pacchetti e bustine, quando se all’inizio si era cercato di infilare le cose con un certo ordine – la roba pesante in fondo, quella delicata sopra – alla fine si butta tutto dentro come capita pur di non rimanere li come fessi. E poi a casa mamma (moglie, compagna, amica) chiede con aria di compatimento perche’ sotto i detersivi ci siano le uova, o che roba era quella che adesso sembra una rete piena di frattaglie sanguinolente.

Bene, ad un costo modico e con la collaborazione del partner e’ possibile approntare una manovra di pura guerriglia contro l’automatismo di massa. Accertatevi di prendere qualcosa che costa poco, che sia privo di cartellino del prezzo ed abbia il codice a barre sufficentemente rovinato. Potete anche provare con un pennarello nero a manometterlo. Solitamente negli articoli da cucina, tra guanti e spugnette, qualcosa si trova. A volte negli ortofrutticoli, cassette di mele o arance (che vi fanno pure bene), possono essere facilmente manomesse. Deve costare poco ed essere il piu’ possibile anonimo, in modo da non correre il rischio che venga riconosciuto alla cassa.

Quando starete svuotando il carrello, arrivati a meta’ circa, farete in modo che sul nastro trasportatore finisca l’oggetto in questione. Arrivato in mano alla cassiera, entreranno in gioco le capacita’ recitative dell’addetto allo svuotamento al carrello, e un minimo di faccia di bronzo dell’imbustatore. La cassiera, dopo qualche tentativo fallito, chiedera’ se vi ricordate quanto viene, disposta a fidarsi di gente che compra tanta roba e poi c’ha l’aria cosi’ per bene. L’addetto al carrello fara’ finta di pensarci un po’, poi tentennera’:
“Mi pare due e novanta. O era 4 e cinquanta? No, forse…”, aiutato dall’addetto all’imbustamento che non produrra’ niente piu’ di un “Boooooooh”.
“Non e’ che mi va a vedere?”, chiedera’ speranzosa la cassiera.
“Si, certo!”, esclamera’ il primo paventando sicurezza ed entusiasmo. Poi, appena accennato a voltarsi, assumera’ un espressione dubbiosa, e chiedera’:
“Ehmmmm… ma dov’e’ che erano? Davanti alla carne, o nel corridoio coi biscotti?”
“Mi pare nel terzo corridoio di la’”.
“Mmmmh… strano a me sembra fosse dietro i sottoaceti”.
“Oddio, mo mi viene il dubbio, ma mi pare di qua e poi li”.
Ed il complice si dirigera’ in un punto precedentemente memorizzato e il piu’ possibile distante dalla vera collocazione, dove e’ comunque consigliabile passare poi, per non generare sospetti. Nel frattempo l’imbustatore avra’ portato avanti la sua opera con tutta tranquillita’ e nel momento in cui il buon senso suggerira’ che passi temporaneamente alla mansione di svuotatore del carrello, un’improvvisa e simulata telefonata lo blocchera’. Qui la faccia di bronzo ci vuole, non per la cassiera che tutto sommato e’ contenta pure lei di fare una pausa, quanto per le persone in coda che man mano cominciano a manifestare segni di nervosismo sempre piu’ preoccupanti.

Quando il complice sara’ tornato trionfante col prezzo ritrovato, l’operazione di imbustaggio riprendera’ senza che si formi l’immane cumulo di macerie cartonate e laminate da far sparire. Vi rimarra’ soltanto il problema di come lasciare a casa la macchina in ennupla fila il tempo necessario a scaricarla senza che venga portata via da un tir impazzito. Ma la soluzione a questo altro tipo di problematica richiede l’utilizzo di artiglieria pesante o mezzi corazzati, non e’ alla portata di tutti.

A volte ritornano.

Da qualche giorno c’e’ una busta appoggiata alle cassette delle lettere. E’ quel pamplet inviato dal ministero della sanita’ in cui spiegano come evitare di utilizzare medicinali per campare a lungo, che tanto la pensione non l’avrete comunque e se siete ricchi potete permettervi una bella clinica privata con vista mare e monti – come la pizza. Come e’ arrivato a casa mia, mamma manco l’ha aperto. L’ha messo direttamente nel mucchio della carta da riciclare. Facciamo pure la raccolta differenziata, visto come siamo bravi? Basta non ricordare che alla fine ributtano tutto insieme in una discarica fuori norma e si sta in pace con l’anima. Comunque, con mamma ex infermiera, papa’ fisiatra, zia ex caposala, e tutte le conoscenze ospedaliere che ne derivano, effettivamente il libretto dei buffoni di corte ci serve a ben poco. Che la versione proposta inizialmente dai consiglieri del ministro constava di una sola pagina:
Come risparmiare sulla spesa pubblica per la salute: CREPA!
Ad ogni modo, quello sta li da giorni, manco se lo son preso per farci i filtri. Vabbe’ che e’ propaganda del mezzo duce, ma almeno per decoro urbano, facciamolo sparire. Cosi’ vado a vedere a chi e’ indirizzato: G.S. Mmmmh. Faccio mente locale. Eh, certo, per forza che non se lo prende. Se manco lui riesce piu’ a risparmiare sulle medicine, sara’ dura per tutti. Da almeno sette anni, G.S. e’ morto.

segnatamente,
Cthulhu

Umani, definizione.

13 febbraio 2005

Temporanei grumi organici che si agitano, in spasmi insensati, su un’umida palla di terra lanciata in mezzo al nulla.

ricordatamente,
Cthulhu

Riepilogo delle ultime puntate.

11 febbraio 2005

Mia sorella e’ partita per Belfast. Stara’ via un’anno, forse riesco a recuperare un po’ di pace mentale. Se usate le compagnie “low cost”, quale si spaccia la Ryan Air, state attenti al peso dei bagagli. 30 EUR di biglietto, piu’ 140 EUR di sopratassa per 20Kg di eccedenza bagagli (ed altri 160 Pound a Londra, tanto per adeguarsi). Se andate in mutande od al massimo con una ventiquattr’ore non troppo piena, si puo’ ancora fare. Comunque, non appena si ambienta un po’, vi porto tutti a un pub irlandese vero.

L’Unto dal Signore nonche’ Abbozzato dal Cavalletto non si fa sentire piu’ da qualche tempo. Forse i suoi esperti di marketing gli han detto che l’unico modo rimastogli per strappare qualche voto e’ evitare di farsi vedere in giro e sparare immani cazzate. O forse ne sta preparando una talmente grossa che ci deve meditare su. Per il momento ci godiamo lo show dei radicali.

Ho iniziato a dimenticare qualsiasi cosa. Appuntamenti, avvenimenti, debiti, crediti. Se vi devo dei soldi, vi dice bene. Se ne dovete voi a me, non fate gli stronzi.

Ho un nuovo computer. Non e’ la punta di diamante della tecnologia moderna, ma qualche topazio sotto. Che poi non ho mai capito che cosa ci si possa fare con una punta di diamante, a parte i buchi nei vetri. Comunque, e’ sufficentemente potente perche’ possano girarci comodamente i giochi moderni. Cosi’ quel poco tempo che mi era rimasto rischio di passarlo pure lui davanti allo schermo, correndo con automobiline, spostando carri armati o ammazzando zombie. A proposito, onestamente, Doom III e’ una gran rottura di coglioni. Spero di trovare a breve Syberia II in italiano. Ci potrei giocare pure in inglese, ma dopo aver terminato il primo in italiano ci rimango male a sentirlo anglofono. E poi il doppiaggio italiano mi piace di piu’, ecco, anche se hanno usato un solo doppiatore variamente camuffato per tutte le voci maschili.

Avete presente i libri gialli che danno con Repubblica? Gialli sia come stile che come colorazione? Li sto leggendo man mano che mamma li compra; nonostante non sia mai stato paricolare fan del genere (con l’eccezione delle serie basate sui personaggi: Sherlock Holmes, Hercule Poirot, Fratel Cadfael, Il Gorilla (eh!) ed altri che dimentico), sto scoprendo che c’e’ roba molto bella anche li. Di contro, se vi dovesse capitare un libro intitolato “Il codice dei quattro”, non date retta alle recensioni. E’ una mezza schifezza post-”Codice da Vinci”, che per altro ancora devo leggere.

Ho trovato il modo di adattare un vecchio obiettivo catadiottrico da 500mm con attacco a vite sulla moderna Nikon autofocus. Un’anello adattatore e la rimozione di una ghiera inutile dall’obiettivo. Immagino allo stesso modo potro’ montarci su il 1000mm, anche se da qui a trovarne un’utilita’ pratica ce ne vorra’. Aspetto che faccia un po’ meno gelo per provare a portarmelo in giro per qualche parco romano e vedere che ne esce fuori. Parlo del 500mm, il 1000mm poteva andar bene giusto per fare le foto al papa ricoverato stando comodo sul terrazzo condominiale.

Rimane immutata la sfiducia nella razza umana. Permane la fiducia nella sua prossima estinzione per propria causa atomica. Rinnovo i miei auguri di felice irrilevanza.

frammentariamente,
Cthulhu

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