Il comignolo.

19 aprile 2005

Nessuno ha chiesto il suo parere, lui che di papi ne ha sputati fuori tanti. Per anni se ne sta li a far niente, ma quando ne muore uno, per un po’ la piazza e’ sua. Tutti col naso per aria, coi cannocchiali e i binocoli, quelli che non ci vedono a chiedere intorno “e’ bianco? e’ bianco?”.

Quest’anno s’e’ divertito piu’ che tutti gli altri, mai vista una folla cosi’ eccitata. Certo, lui non immagina che fanno cosi’ per qualsiasi cosa, dal papa al divo del cinema, passando per l’ex presentatore televisivo ora politico. Lui crede di essere il centro dell’attenzione, gli piace pensare di avere in mano le redini della cristianita’ e quest’anno gli han dato tanta soddisfazione, i suoi fan. E poi c’era la TV! Non come le altre volte, qualche telecamera qui e la. No no, questa volta era pieno zeppo di obbiettivi, da tutte le parti. Tutti a guardar lui, e per loro tramite tutto il mondo a fissarlo. In diretta! E che credete, certo che si e’ accorto di tutti quei telefonini e macchinette digitali a scattare da laggiu’. Lui, che e’ vecchio e saggio, sa che nessuno di quei giocattoli rendera’ giustizia alla sua venerabile immagine d’inizio secolo. Ma cio’ che importa e’ che, seppure sotto forma di pochi pixel confusi, verra’ riconosciuto come “il comignolo del papa”.

Il comignolo e’ diventato un star e ne approfitta. Butta uno sbuffo di fumo che sembra bianco, e gia’ sente la gente strillare come facevano con Michael Jackson e Madonna. Trattiene il fiato per un po’, quindi lascia andare una bella fumata nera; si gode il mormorio deluso di chi dovra’ essere ancora suo spettatore. Piu’ tardi ripete lo scherzo, ma ora il fumo e’ bianco sul serio e spiazza tutti. Si gode le urla e gli applausi, accompagnati da campane che suonano a festa. Mica come quando c’erano pie donne a pregare sottovoce e piangere in silenzio!

Allegria, habemus papam Pio Catodico I!

Adesso e’ tornato di nuovo nell’ombra, ma si e’ divertito parecchio. Non vede l’ora di rifarlo, magari la prossima volta lo intervistano pure. Che sia un pontificato di transizione e breve, questo qui, che al comignolo lo show piace. Aspettare invece, non gli piace piu’. Potrebbe prendere iniziative.

fumosamente,
Cthulhu

P.S. “Catodico” e’ ormai vecchiume, ma Pio LCD I o Pio Plasma I non calzavano altrettanto bene.

Cosmogonia.

4 aprile 2005

In origine era il Nulla. Non c’era niente. Non si sapeva che non c’era niente, perche’ non c’erano i sogni. Non c’erano nemmeno troppe aspettative e se fosse esistito qualcuno, sarebbe sicuramente vissuto felice. Ma a quei tempi non c’erano nemmeno persone, animali o sistemisti microsoft. Il Nulla era saturo di probabilita’, gli exit poll erano solo una remota possibilita’.

Un giorno Qualcuno starnuti’. Ed il Nulla si popolo’ di piccole sfere umidicce. Sparse per l’infinito, ma a portata di mano per Qualcuno. Qualcuno protese la mano, e col dito rimescolo’. Nacquero le galassie a spirale. Qualcuno mise le mani a coppa, e vi furono le galassie ellittiche. Qualcuno rutto’ e furono le nebulose. Non chiedete cosa siano i buchi neri.

Qualcuno gioco’ per qualche giorno con il suo nuovo universo, poi si stanco’. Strizzo’ gli occhi e si concentro’ su di una sola pallina. Il tempo e lo spazio non avevano significato per Qualcuno, ed egli modello’ e creo’ secondo il suo capriccio. Poi le cose che aveva creato cominciarono a cambiare da sole, finche’ naquero i dinosauri.

Qualcuno fu molto contento dei dinosauri, per molti anni gioco’ a Godzilla contro King Kong. Poi un giorno si arrabbio, perche’ i dinosauri non volevano piu’ giocare con lui, preferivano una strana piccola scatola collegata ad una scatola piu’ grande contenente delle immagini in movimento. Qualcuno si adiro’, i joypad erano troppo piccoli per le sue mani e non vinceva mai. Afferro’ il primo meteorite che gli capito’ sotto tiro, e lo scaglio’ sulla pallina dove i dinosauri organizzavano tornei in rete senza chiamarlo. Furono fiamme e fuoco, poi fumo e tenebre e freddo, ed i dinosauri si rassegnarono ad estinguersi che non avevano mai imparato ad andare in letargo.

Per qualche giorno Qualcuno tenne il broncio, poi ricomincio’ a giocare. Ma la prima volta era stata la fortuna dei principianti, questa volta uscirono fuori solo delle piccole creaturine bipedi dall’aria fragile e bruttina. Ed erano parecchio fastidiose, non appena Qualcuno si voltava, ne combinavano di tutti i colori. Pareva non vedessero il momento di farsi guerra tra loro. I tentativi di placare i bollenti spiriti con glaciazioni e alluvioni non servirono a molto.

Un giorno Qualcuno decise di clonarsi. Si modifico’ geneticamente per assomigliare ai buffi bipedi, e si fece un giro per la pallina. Oggi non potrebbe piu’ farlo, perche’ i suoi piu’ fedeli ammiratori sono assolutamente contrari ad entrambe le pratiche, ma quelli erano altri tempi. Anche se per Qualcuno il tempo in realta’ non esiste, ma di questo passo mi diventa difficile da gestire, questa storia.

Qualcuno sceso sulla pallina ebbe vita breve, i bipedi trassero i piu’ disparati insegnamenti dalle sue opere. I migliori insegnamenti vennero ignorati o travisati, se non del tutto capovolti. In realta’ Qualcuno non voleva insegnare nulla, stava solo giocando a fare il bipede raccomandato. Giusto gli rodeva un po’ quella storia de “l’uomo a sua immagine somiglianza”, che a lui piacevano di piu’ le donne.

Passarono gli anni, i secoli, i millenni e gli eoni. La vita sulla palletta procedeva lenta e prevedibile. Poi un giorno una voce richiamo’ Qualcuno. Dalle profondita’ di altri luoghi, un richiamo echeggio’: “Ora basta giocare, devi fare i compiti”. E qualcuno abbandono’ la palletta al suo destino.

I bipedi proliferarono, devastando e sterminando. Inventarono i soldi, la televisione, bruno vespa ed emilio fede. I popoli della terra elessero i peggiori criminali che fosse possibile trovare come loro guide. E quando sulla pallina non vi fu’ quasi piu’ nulla da possedere, volsero il loro sguardo al cielo.

Ma lassu’, da qualche parte tra frammenti di Nulla, Qualcuno c’e’. Un giorno potrebbe tornare ad interessarsi a questa piccola palletta, spersa nel Nulla. Un giorno potrebbe afferrarci, tra il pollice ed il medio, appallottolarci per bene ed appiccicarci sotto la scrivania.

illustratamente,
Cthulhu

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