Di rado, vado al cinema. A volte, uscendone, mi ritrovo triste. Guidando verso casa, un senso di vuoto si rotola dentro. Ho la sensazione che qualcosa mi manchi.
Ci sono film che fanno questo effetto. E’ il loro scopo e lo portano a termine in modo positivo ed attivo.
Ci sono altri film, che lasciano lo stesso vuoto che si prova a farsi da soli una lavanda gastrica utilizzando l’aspirapolvere, che piu’ ci pensi piu’ ti fa schifo. Star Wars Episodio III e’ uno di questi.
Normalmente qui va un avviso diretto a chi non vuole rovinarsi la visione, invitando a non leggere il seguito per non rovinare la sorpresa, svelando colpi di scena o nodi cruciali. Entrambe le eventualita’ difettano a questo film, cosi’ come l’antico ingrediente ormai sconosciuto agli ammericani, noto un tempo come “trama”. Quindi, e’ probabile che proseguendo la lettura non vi cambiera’ assolutamente nulla, riguardo il film o la vita e tutto il resto. Ecco, magari se siete uno di quei fanatici che si offende se dico che il primo piano di Yoda e’ uguale a quello di Gollum, forse e’ meglio vi fermiate qui. Poi fate come volete.
Beh, la storia la sapete gia’. Anakin da semplice bambino prodigio infelice, diventa cattivo, brutto e nero, un Calimero anfetaminizzato. Il premier diventa orrendo, fa fuori tutti i buoni con un inganno (mi ricorda qualcuno, Lord Bandana) e si autoproclama imperatore. I buoni superstiti vanno in esilio con la speranza che almeno Fabio Fazio li inviti per una sera, i gemelli Skywalker vengono nascosti. Se non sapevate questo, vi mancano le basi. Meritereste di andare a ripetizione dal neo-comunista Vittorio Sgarbi.
Il film si apre su un gigantesco conflitto tra gigantesche astronavi. E due piccole cosette ronzanti che schizzano da tutte le parti. In una Obi Uan, nell’altra Anakin. Come aprono bocca gia’ due cose sono chiare: i dialoghi sono stati scritti dagli sceneggiatori di Sentieri e Un Posto al Sole; la traduzione italiana e’ stata fatta dalla Associazione Anonimi Apatici. Obi Uan in particolare, grazie al connubio tra la mobilita’ facciale di uno scolapiatti e la cadenza gregoriana della recitazione, irritera’ per tutto il film con la sua presenza di spirito da non-morto. I duelli aerei lasciano il posto a peripezie da Mission Impossible, tra navi stellari in esplosione, in frantumazione, in carbonizzazione, finalizzate a liberare la nave del maestro dalla inopportuna presenza di robot insettoidi che pare abbiano appresso un reggiseno volante. Poi ci si schianta sulla astronave del prigioniero, si fanno fuori un decimigliaio di robot deficenti che crepano con versi come “Oi Oi” presi da Arale (Dr. Slump) e squittii simili ai segnali sonori di ICQ.
Il primo segno di debolezza di Anakin viene affrontato con grande pathos alla fine del duello con il capo dei Sith:
Palpatine: “Uccidilo!”
Anakin: “Uhm. Ma sono uno Jedi, queste cose non le faccio.”
Palpatine: “Uccidilo!”
ZZZZAC! – Testa che rotola.
Anakin: “Pero’ non e’ giusto, ecco.”
Quindi Anakin fa atterrare la meta’ anteriore di un incrociatore lungo si e no un chilometro, privo di motori, schiantandosi sulla pista dopo aver passato l’atmosfera tra fuoco e fiamme, senza nemmeno spettinarsi. Alla notizia di essere padre, reagira’ con l’entusiamo di un muro in mattoni di tufo.
Segue una delle tante scenette morbose che appesteranno il resto del film: gli incubi di Anakin riguardo la morte di Padme, gli abbracci pudici, le frasi da telenovela da emittente condominiale. “Il nostro amore vincera’ ogni cosa”. “Non morirai, te lo prometto”. “Domani e’ un altro giorno, si vedra’”. Ma siccome Anakin sa di portare sfiga, che gia’ con la madre aveva fatto lo stesso gioco, sa per certo che Padme morira’. L’ha sognato lui, eh, mica basta grattarsi con la mano bionica.
Ora arriva Palpatine, che afferma con sicurezza che chi usa il Lato Oscuro, campa di Sicuro.
Anakin: “Se, ma vale pure pe’ mi moje?”
Palpatine: “Giuro!”
Anakin: “Fico, quasi quasi me converto. In caso me lo insegni?”
Ci si sta perdendo troppo in psicologie complesse, e’ di nuovo ora di sparatorie e duelli alle spade laser. Obi Uan viene mandato a catturare un generale androide asmatico e con un tumore ai turbo-polmoni. Un lucertolone gigante, una moto giroscopica con zampe di elefante ausiliarie, e per un altro po’ c’e’ di che far casino in THX. Altri “Oi Oi”, “Uh-oh”, e gemitii manga di vario tipo. Il cattivo muore, nonostante il tentativo di emulare un gigantesco minipimer, grazie alle quattro braccia e quattro spade laser collezionate a spese degli Jedi altrui.
Anakin c’ha Grossa Crisi, che ha appena scoperto che Palpatine e’ il capo dei Sith. Che lo vuole usare per spiare gli Jedi. Mentre gli Jedi vogliono usarlo per spiare Palpatine. Cosi’ lui fa un macello epico, che manco “Il nostro uomo all’Havana”, raccontanto di tutto un po’ a tutti. Poi se ne torna da Padme per un’altra scenetta da cuore tumefatto. Uno dei vari maestri Jedi decide di andare ad arrestare Palpatine e sta per lasciarci la pelle quando Anakin irrompe. Gli avevano detto di starsene a casa, di levarsi dai coglioni, ma no, lui c’ha Grossa Crisi. Cosi’, mentre Palpatine si fa una plastica facciale usando le Dita Fluminanti che vanno in corto con la spada laser del maestro Jedi , Anakin deve decidere.
Jedi: “E’ un traditore, e’ il male, ci vuole tutti morti!”
Anakin: “Ma non e’ da Jedi ammazzarlo!”
Palpatine, scaraventando fulmini per ogni dove e facendo radiografie ai presenti: “Aiuto, sono debole, soccorso pieta’, non uccidetemi!”
Jedi: “E’ troppo potente, un processo non serverebbe a niente!” (Anche questo mi ricorda qualcosa, Lord Bandana).
Palpatine: “Anakin, ricorda: se usi il Lato Oscuro….”
Anakin: “… campi di sicuro.”.
Quindi amputa una mano all’altro ex-collega, e si dichiara devoto al Lato Oscuro.
Parte l’ordine di sterminio di tutti gli Jedi! Per ogni dove, per ogni campo di battaglia della guerra in corso, le future guardie imperiali fanno fuori tutti gli Jedi che li stavano fin’ora aiutando. Tutti tranne Yoda, che e’ piu’ furbo degli altri e poi tutti ’sti ammazzamenti di confratelli gli avevano turbato la Forza e aveva sgamato qualcosa, e Obi Uan, che manco a cannonate laser riescono a farlo fuori. Ma per il secondo, e’ per lo piu’ culo.
Anakin, dopo aver sterminato senza alcuna remora tutti i bambini Jedi che gli capitano sotto mano, viene spedito a far piazza pulita di un’alleato scomodo su di un pianeta vulcanico popolato da secchielli volanti che raccolgono lava. Prima pero’ passa dalla moglie per l’ennesima sessione di psicoanalisi for dummies. E siccome ormai a guardare quei due non ce la si fa piu’, si finisce per notare una cosa nello sfondo. Che sia giorno o notte, la citta’ in cui vivono e’ perennemente percorsa da veicoli volanti incolonnati su file disposte per ogni vettore esistente in uno spazio tridimensionale. Che il regista abbia di recente avuto brutte esperienze con il Grande Parcheggio Anulare romano? E poi fai anche caso che invece i protagonisti passano per ogni dove purche’ si possa evitare la fila. Si si, a me sembrano proprio romani. Da qualche parte ho letto un’articolo dove l’autore si chiedeva se la mancanza totale di ogni tipo di verde da queste citta’ galattiche fosse un segno od un messaggio di qualche tipo. Il messaggio e’ che devono abbassare il costo per gli alberi in computer graphic.
Yoda si fionda da Palpatine nel tentativo di farlo fuori. Duello Jedi con lame volanti, guerrieri volanti, salti volanti, pezzi di arredamento di varie dimensioni volanti. Siccome Palpatine fa volare i pezzi piu’ grossi, aime’ vince. Questo sarebbe il mirabile secondo duello di Yoda, ma a parte che la sopresa c’era gia’ nell’episodio precedente, qui la faccenda puzza di cartone animato. Yoda non fa che zompettare da una parte all’altra, l’avversario continua a ridere come un demente, anche quando e’ appeso con una sola mano da qualche parte troppo in alto per riderci su. Viene per forza da immaginarseli con gli occhioni, il ghigno a 32 denti e il gocciolone di sudore a lato, tipo Ranma 1/2.
Padme cerca il suo amato, non puo’ credere che egli abbia ceduto al Lato Oscuro. In effetti, manco io ne sono del tutto sicuro, in quel momento. Porta con se, non sapendolo, Obi Uan, ormai deciso a far fuori l’ex allievo. Epica battuta di Anakin che, precipitandosi nelle braccia della moglie, afferma con slancio da tostapane: “Ho visto la tua nave”. Pero’ poi vede anche Obi Uan, si incazza, strozza a meta’ la moglie, comincia a urlare come un ossesso, ricominciano le spadate. In bilico su tubature barcollanti, appesi a pezzi di stazione precipitati nei fiumi di magama che scorrono su tutto il pianeta, a dieci centimetri dal magma stesso, incuranti del calore, delle leggi della fisica e della termodinamica, zompando per ogni dove, da ogni dove, e’ tutto un baluginare di spade laser. Quindi il duello si conclude in maniera a dir poco enigmatica per chi non sia iniziato all’arte Jedi del duello a spada laser; Obi Uan salta a terra, e guardando Anakin rimasto su una piattaforma volante sul fiume incandescente, afferma: “E’ finita, io sono piu’ in alto”. Anakin salta, e con un paio di giravolte, dopo venti minuti di duello agguerrito, gli vengono amputati l’unico braccio sano ed entrambe le gambe. Io non sono iniziato, non chiedetemi la logica di questo passaggio. Mentre viene preso per il culo dal maestro, il moncherone umano prende pure fuoco a causa della lava, sparisce la fluente chioma e diventa uno schifo flambe’. Ma ancora vivo. E sempre piu’ incazzato.
Cosi’ lo trova Palpatine, colui che percepisce ogni cosa. Che sente ogni pensiero. Che puo’ localizzare meglio di un GPS qualsiasi essere vivente. Che ha sconfitto la morte. Che percepisce variazioni nella Forza pure quando muoiono i microbi di uno Jedi. Lui, vedendo, esclama con sopresa: “E’ vivo!”. Lo porta di corsa nella sala operatoria del dottor Frankenstain dove, senza lavarlo, disinfettarlo, pulirlo o almeno toglierli di dosso i brandelli carbonizzati e fusi del precedente abbigliamento; gli avvitano due nuove gambe bioniche, un nuovo braccio, lo insacchettano nella apposita tutina gli mettono il mantello (senza sollevarlo dal tavolo operatorio o toglierli i ferma polsi, provateci voi se vi pare facile), gli installano il mascherone e Dart Fener e pronto per l’uso. Prima va un po’ agitato pero’, senno’ la schiuma non esce bene; Palpatine gli fa credere che sia stato lui ad ammazzare moglie e figlia. Nello stesso tempo, Padme ha partorito con tutti gli Jedi superstiti a guardare, poi ha deciso di morire. Autonomamente. Cosi’ afferma il robot volante di servizio quella sera al pronto soccorso.
I pupi vengono spediti in posti sicuri (uno al principale ricercato tra i senatori ribelli, l’altro al fratello di Anakin. Sottile psicologia orientale, questa). Yoda si autoesilia, ma prima promette ad Obi Uan di insegnargli come parlare con gli spiriti. Poi gli passa la canna.
Dart Fener e Palpatine osservano rapiti lo scheletro della Morte Nera che si staglia all’orizzonte, come una coppietta di giovani, romantici innammorati.
Conclusioni?
La trilogia e’ solo una. Questi tre abominii partoriti da una mente ormai corrotta dai morbi di una vecchiaia precoce vissuta senza felicita’, non meritano di essere ricordati oltre il periodo di presenza in sala. Se ci sono simbolismi o messaggi nascosti, beh, di scavare nello sterco per trovarli non mi va.
La computer grafica e’ ancora MOLTO lontana dal rendere con la stessa solidita’ le astronavi in scala che ci han fatto sognare per tanto tempo. Solo nella Vera Trilogia appaiono vere astronavi. Qui ci sono luccicanti simulacri, inconstenti bolle di sapone.
Evitate come la peste i cinema Warner. Oltre ad essere ammericani, oltre a farti subire 20 minuti di spot vari, oltre a prenderti per il culo con offerte del tipo “conserva il biglietto, compra il costosissimo cofanetto e ti REGALIAMO sette (7) EUR di sconto per la prossima stronzata in programma” (che il biglietto costa 7.50 euri, ’sti pezzenti), poi ti fanno vedere il film sfuocato e con l’audio fuori sincrono.
commentatamente,
Cthulhu
P.S. Mi accorgo ora che Padme e’ in realta’ Padme’. Mi appello al mio Enunciato Unico.