Se i risultati son questi, forse meglio non andarci. Voglio dire, se uno poi tornando si rende conto dello schifo di vita che tocca subire per tirare a campare, poi si deprime piu’ di quanto non lo fosse in partenza. Eh si, gli “esperti” dicono di ripartire con lentezza, ma qui il problema e’ che al solo pensiero di ripartire mi viene la nausea. Poi, figurati, mi viene da pensare che dello striminzito frutto delle mie immani fatiche, quasi la meta’ se ne va per pagare gli stipendi dei buffoni che pretendono di governarci, e allora si che sto contento.
Poi magari piu’ avanti vi parlero’ pure delle ferie, forse addirittura condite da qualche foto – anzi no, vi sparo 5 caricatori di diapositive interi – che ne sono uscito distrutto dal sonno e dalla fatica, dopo aver rischiato di lasciare la pelle, o suoi ampi lembi, in un orrido della Val d’Aosta. Cos’e’ un orrido? Eh, vi tocchera’ scoprirlo da soli!
“L’ombra dello scorpione”, di S.King, l’avete letto? Ecco, sembra che a New Orleans abbiano fatto le prove tecniche, preliminari della catastrofe globale prossima. E poi c’e’ il Giappone, dove proprio ora sono a fare le loro ferie una coppia di amici. Prima di partire lei, solerte, s’era preoccupata di consultare le previsioni non del tempo, ma dei terremoti. Adesso hanno un tifone che gli corre appresso. Poi dice che uno non se la va a cercare.
A proposito di cataclismi naturali, i lavori per il rifacimento del lato oscuro del GRA (Grande Raccordo Anulare per i non romani, Grande Parcheggio Anulare per i romani) procedono. Nuove e brillanti lingue di asfalto si srotolano diritte e possenti, interi complessi residenziali sorgono dal tramponto all’alba lungo le sponde. Bellissimi appartamenti moderni, con idromassaggio e climatizzatore, vista GRA e box auto ad immissione diretta, tipo caricatore di una 9mm. Non che abbia ben presente il caricatore di una 9mm, ma quello del Garand che usavo in caserma di certo non farebbe la stessa impressione, con tutta quella ruggine.
Ah, dovrei cominciare a scrivere un po’ di recensioni anche sui libri che leggo, che per fortuna sono molti piu’ dei film che guardo. Per il momento, un consiglio: “Centomila gavette di ghiaccio” di Giulio Bedeschi. La storia degli Alpini mandati allo sbando in Russia durante la seconda guerra mondiale. La guerra raccontanta nuda e cruda da chi c’e’ stato dentro, la demenzialita’ di chi le guerre le crea e le dirige. Una realta’ che riesce difficile credere possibile ai comodi cittadini urbanizzati e che risveglia qualche barlume di patriottismo, per qualche istante sembra di ricordare cosa vuol dire essere orgogliosi di essere italiani. Ma giusto qualche istante, che poi c’e’ da pagare l’anticipo sull’IVA e scegliere chi votare alle prossime elezioni.
frammentariamente,
Cthulhu