Pinguino sfizioso.
31 marzo 2006Non più di due giorni fà, tornando a casa dopo una giornata di duro lavoro – la parte dura è dover lavorare con gente che non capisce – ho trovato una sorpresa. Non che fosse sul serio una sorpresa, quando si fanno spese su eBay la sorpresa è semmai quando non arriva nulla. Ad ogni modo c’era uno scatolone arrivato fresco fresco, per fortuna non umido, dalla Germania ad aspettarmi. Persino in anticipo sul previsto.
Dentro lo scatolone un imballaggio artigianale ma piuttosto efficace, realizzato con strisce di fogli di giornale, lunghe circa tre centimetri e larghe mezzo. Un paio di miliardi di striscioline. Al centro, una scatola piu’ piccola. Dentro la scatola, un Nikon LS-30, o CoolScan III.
Si tratta di un apparecchio utile a convertire pellicole fotografiche formato 35 millimetri in immagini digitali. Negativi e diapositive. Così, come hobby. Cioè. l’hobby dovrebbe essere quello di fare foto. Per ora è quello di collezionare apparecchiature di vario genere ad esse collegate, tra cui interessanti macchine a soffietto ed obiettivi catadiottrici dell’era sovietica.
Beh, mi dico, per provarlo mi basta installarlo in windoz. Poi se funziona li mi sbatto un po’ per farlo andare in Linux. Povero illuso, me.
Il Nikon LS-30, o CoolScan III, è un apparecchio che risale a circa cinque anni fa, un paio di ere informatiche ormai, ed i suoi driver non vengono aggiornati da tempo. Driver che comunque, nell’ampia dotazione di CD forniti a corredo, mancano. E che problema c’è, si potranno scaricarli dal sito Nikon, no? Dipende.
Il sito Nikon, che in Italia e’ Nital, vuole la registrazione. Per registrarsi è necessario fornire, oltre alla solita carrettata di dati, il codice seriale di un’oggetto Nikon precedentemente acquistato, con l’aggiunta di un ulteriore codice inventato apposta dai bastardi italioti per poter gestiore da piccoli mafiosi le riparazioni in garanzia. Registro il codice della vecchia CoolPix, e dopo una carrettata di click, un paio di email di conferma, qualche prelievo per sicurezza e troppi minuti più tardi, accedo al sito nostrano. Dove il software che cerco, non c’è.
Non mi perdo d’animo, recupero il seriale della F65, il corpo macchina che ho distrutto questa estate (oggi rimpiazzato da una N80 d’importazione) e vado a registrarmi sul sito Nikon britannico. E scopro che li sono già registrato. Mentre una sfilza monolitica di imprecazioni procede nella sua opera di devastazione liturgica, io procedo all’installazione del software appena prelevato. Che però vuole i driver ASPI per il controller SCSI (buona vecchia roba SCSI, altro che fighettate USB). Installo ASPI, installo Nikon, lancio programma acquisizione. Il programma si inchioda. E’ ormai passata un’ora da quando ho iniziato. E scopro che sul sito Nikon USA, la versione del software che serve a me è liberamente scaricabile, in quanto non più supportata. Il monolite inizia a replicarsi.
Vado a documentarmi sul meraviglioso mondo di Google e scopro che, seppur ufficialmente supportato soltanto fino a windoz98, il software Nikon nella versione antica funziona senza problemi anche su windozXP, purchè non aggiornato oltre il service pack 1. Ed io ho il service pack 2. Allora devo provare con una versione ASPI precedente, che l’ultima a windozXP non gli piace troppo. Poi reinstallare i pezzetti in ordine diverso ed inverso, che ASPI e Nikon si stanno un po’ sulle balle a vicenda. Poi cambiare la velocità del bus SCSI che windozXP va troppo veloce. Poi controllare che la dimensione di un certo file non sia un multiplo della data di nascita del programmatore Nikon. Poi rimuovere tutto e ricominciare da capo, riavviando tante volte quante sono le finestre a Roma e passando per la modalità provvisoria ogni due portoni.
Sono passate più di due ore, sono le 23:00 ed ho sonno, per montare il controller SCSI ho dovuto tirar fuori e smontare strisciando sul pavimento la workstation: a parte i ronzii all’accensione non so ancora se ’sto scanner funziona. Tutto quello che ho ottenuto è che windoz mostri lo scanner nell’elenco periferiche, con un bel punto interrogativo cicciotto e giallo accanto. Io invece c’ho tanti punti esclamativi a picchiettare sulla testa.
Adesso basta. Riavvio in Linux. Vado nei sorgenti del kernel. Compilo il modulo per il controller SCSI e lo carico. Lancio xsane.
- Capo, i miei sensori rilevano uno scanner Nikon CoolScan III, lo vuoi usare?
- Magari!
- Aye. Negativi o diapositive?
- Stasera dia, grazie.
- Prego. Vuole cortesemente inserire una diapositiva nell’appositva fessura?
- Ops, scusa. Ecco.
- Bzrrrrrrrt. Brtrock. Zzzzzzzrt. Voila’, ecco qui la sua foto.
- …
E scrittura di luce fu.
contemplatamente,
Cthulhu
P.S. Oggi mi son comprato VueScan, un leggermente rozzo e forse non troppo svelto ma quanto mai efficace programma dedicato alla scansione in tutte le sue forme. Posso utilizzare il canale ad infrarossi per la rimozione automatica della polvere e dei graffi. Posso fare le passate multiple. Posso utilizzare la modaità batch per far acquisire una strisciata di negativi in maniera automatica. E tutto questo da Linux. Windoz? E perchè?




