Va la’, che giornata.

27 giugno 2006

Eh, ne son successe di cose oggi.

Gli italiani per una volta si son smossi, nonostante il sole da mare e nonostante la sfilza di votazioni che ci scassano un po’ le balle, sempre di domenica. Facessero le votazioni nei giorni feriali, coi speciali permessi di lavoro, avremmo il quorum al 100% fisso. Comunque, quasi tutti a votare e a parte le solite regioni affette dall’afta padanica, su una cosa gli italiani sembrano essere sicuri: le modifiche alla costituzione non si fanno almeno fin quando non ci fate capire che cazzo state a fa’. Certo, al sud il no c’ha una rilevanza tale che a pensar male, viene da dire che alle mafie non conviene avere un’Italia federalista. Per fare l’Italia c’è voluto Garibaldi, per tenerla unita serve Cosa Nostra.

Poi c’è l’Italia che ha vinto. Per puro fattore “c”, come dicono a La7. Ma è stato bellissimo il primo piano sullo sguardo di Totti. La fronte corrucciata del condottiero cosciente della responsabilità di cui si è fatto carico, i calcoli matematici, le traiettorie proiettate mentalmente e le valutazioni sulla psicologia del portiere. Poi ha tirato sotto l’incrocio dei pali, ed abbiamo vinto. Ed il nome del capitano romano, che fin’ora veniva ricordato solo quando s’alzava dalla panchina, o tornava a sedervici, assurge nuovamente ad alte vette.

Ed infine, il ministro della salute promette di alzare la quantità di cannabis che è possibile tenere per uso personale! E vai, di nuovo tutti a farsi le canne!! Come? Non avevate mica smesso? Ma adesso di piu’! Eh? Pure prima? Eh, ma insomma.

Però, c’è un silenzio che un po’ mi stranisce. Passi sulle canne, magari si è reso conto che le tiritere ormai putride sulla famiglia ed i valori dei giovani cominciano a puzzare. Capisco per il referendum, che magari il federalismo gli poteva tornare utile per rimettere su uno staterello medievale, come ai bei tempi dei Borgia. Ma che lui, che c’ha sempre da mettere bocca su faccende per le quali il suo parere non è ne rischiesto ne d’aiuto, non abbia nulla da dire sulla partita, mi pare strano. Possibile che un commento su Totti nun ce lo vole fa’, Herr papa?

invitatamente,
Cthulhu

Quello che credete di sapere.

25 giugno 2006

Qui parlano di guerre in posti lontani – ma solo col pensiero. Parlano di quello che accade e di quello che invece si dice che stia accadendo. Brutte storie risparmiate ai nostri animi sensibili, ai nostri stomaci delicati.

Vi viene mica il dubbio che anche noi, nel nostro piccolo, piccolo paese di gattopardi, si stia facendo roba del genere? Senza arrivare alle notizie estere. Per imparare bene, bisogna allenarsi paretendo dalle cose piccole. Dalle piccole notizie di questo piccolo popolo di evasori, furbacchioni e pregatori.

sospettosamente,
Cthulhu

Salvare gli alberi costa caro!

17 giugno 2006

Io credo negli eBook. Credo nell’e-Ink. Credo che i tempi siano maturi (cioè belli morbidi e zuccherosi) per la rivoluzione digitale dei libri.

Guardate un po’ questo affare qui. Lo schermo appare come foglio di carta stampato, niente schermi retroilluminati o riflessi ad affaticare la vista, visibilità a 180 gradi. Di notte ci vuole una lampadina, si, anche una di quelle flessibili USB che gli attacchi di lato, proprio come i libri veri. Ci si puo’ scrivere sopra, prendere appunti e inserire sengnalibri. Supporta, o supporterà, quanti più formati di file possibile, persino gli abominii dotati di DRM sono previsti, legge un buon numero di schede di memoria: non è una scatola chiusa creata con l’intento di spillare soldi sui contenuti.

Certo, poi vado a guardare quanto costa, e mi viene una crisi di ritenzione monetaria. Non fulminante come temevo, però; se appena appena cominciano a venderlo sul serio, potrei pure fare la pazzia. In fin dei conti, pure un gruppetto editoriale mica da poco si sta interessando alla faccenda, persino qui nel paese delle banane informatiche. L’edicola diventerà una macchinetta distributrice e non ci saranno più residui editoriali sparsi sui treni! I bambini non dovranno più portare zaini da 50kg, leggere il giornare quando si è in bagno sarà molto più comodo!

Adesso non accusatemi di tecnofilia asettica. Non è che non mi piaccia leggere un libro di carta, nelle buie giornate invernali tormentate da venti ululanti, protetto da una poltrona e dal tepore del camino. E’ che non ho il camino. Ma ho tanti libri! Almeno, se rapportati alle dimensioni della casa. Alcuni scaffali della libreria hanno libri impilati in verticale e tre strati di impilamenti. Quando ne devo andare a cercare uno sembra di giocare a Block-Out, con me che faccio la voce cavernosa della versione da bar.

Se parte di questi sono libri che meritano di esistere in formato ex-ligneo, ben rilegati, curati o particolari (vogliamo parlare de “La Storia Infinita” col testo in rosso per il mondo reale, ed in verde per Fantasia? Della vecchia ed ormai rara edizione de “The Halloween Tree” di Bradbury, tradotta con “L’albero stregato”, dotata di disegni radi e semplici ma che, insieme alla storia, sono entrati a far parte degli esseri che popolano il mio inconscio più profondo?), la maggior parte sono edizioni economiche che se invece di occupare svariati metri cubi fossero una sola compact flash, non sarebbe una gran perdita.

Uh, ma come si è fatto tardi! Vi lascio, che devo iniziare il libro comprato oggi…

abbandonatamente,
Cthulhu

Dump.

13 giugno 2006

Ma tu guarda. Pare che Jack lo squartatore fosse donna. Adesso dovremo chiamarla “Jenna la squartatrice”, con il dovuto omaggio alla pornodiva. E decinaia di film da rifare, con allusioni e doppi sensi da sprecarsi.

Il digitale terrestre è bello. E’ fico. E’ utile. Ma non c’è manco un televisore in commercio che incorpori il decoder. S’ha da comprare a parte. Furbi.

Tra un po’ c’è un referendum. Si, lo so che grazie anche ad un partito di cannaioli il referendum è visto ormai come noiosa rottura di scatole. Ma vogliamo evitare che una serie di demenziali modifiche proposte da bestie da soma e venditori di tappeti saliti non si sa come al governo vengano messe in atto, no? In giro ne accennano giusto il dovuto (a parte i canali communisti), ma voi ricordatevene.

State pensando di passare a 3, l’operatore cinese di telefonia più ganzo del momento? Bene. Lo sapevate che a seguito dell’inchiesta di Report, la H3G (cosi’ si chiama 3) ha iniziato una causa contro la RAI per soli 137 milioni di euri. Il modo migliore per risolvere un’impasse? Disintegrare chi l’ha causata. E gli utenti pagassero senza rompere i coglioni. Come risponde la RAI? La RAI vende TUTTA la sua programmazione ad H3G per la spasmodica cifra di 8 milioni di euri. Scemo chi paga il canone.

La mariuana fa male. L’hashish è dannoso. L’hashish è vietato dalla legge. L’eroina è molto meno pericolosa, pare, perchè mai proibirla (Veronesi è quello della polenta cancerogena)? Sono sicuro che se fosse in vendita a buon mercato nei discount – ci sarebbe anche quella biologica – perderebbe gran parte del suo fascino. Di sicuro un popolo di tossicodipendenti disposti a votare il loro spacciatore potrebbe far comodo, in un paese dove giusto sognare ci rimane. Ma si facessero un po’ di canne tutti quanti, che se chiedono a Marco di roba buona gliene trova a palate, non da dipendenza, dona allegria e costa molto meno.

argomentatamente
Cthulhu

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