Condannate.

25 giugno 2007

Mercoledì scorso ho ritirato la macchina. Fortuna che sia riuscito a portarla in assistenza. E’ un diesel del ‘96, aveva tutte le candelette bruciate, per farlo partire ho dovuto insistere tre minuti, intervallati, prima che finisse di sferragliare come un pacco di scatolette e si mettesse in moto. Quando l’ha fatto, un soffice tappeto di fumo e gasolio incombusto vaporizzato rivestiva l’intero piano interrato dove ho il box. Sono andato per avvisare il signore che più avanti stava facendo pulizia nel suo, ma l’ho trovato seduto al volante, con la faccia blu, a sbavare e delirante. Tu guarda che gente, andare a drogarsi nei garage, bah.

Così sono tornato alla mia auto, a mettere puntine sul soffitto, che ha cominciato a scollarsi e a fare dei festoni, pare l’Olandese Volante versione Pirati dei Caraibi. Fa anche gli scricchiolii del fasciame, sono le portiere che a furia di fai bozzi, togli bozzi, fai bozzi, togli bozzi, adesso sono cinture marroni di Tai Chi ma con l’artrite che si fa sentire in curva. Quindi l’ho portata in assistenza dove, vedendomi arrivare il titolare s’è prima messo una mano in faccia, poi ha chiesto sconsolato: “Ma che me la lascia ora?”. E certo, e che devo soffrì solo io? Sei assistenza Alfa Romeo, condividi!

Cambio candelette, cambio olio e filtri, rattoppamento di un pezzo del servofreno – che a me pare non stia servendo più da molto tempo – e altre robette, la mazzata non è stata eccessiva ma s’è fatta sentire.

A mio parere, sempre meglio di quello che non ci faceva mai spendere niente e poi, un giorno sull’autostrada a 130 all’ora, s’è spaccata la catena di trasmissione che a dirci che era da cambiare aveva paura ci offendessimo. Quello che quando mi vibrava il volante come una lavatrice e che metà impianto frenante era talmente consumato che sui dischi ormai c’ho valli e catene montuose, scambiava le gomme e mi faceva contento. Quello che adesso manco a fargli gonfiare le ruote della bicicletta, ci vado. Tanto non ho la bicicletta.

Oggi vado a Genzano, a vedere la casa che mi son comprato (per farci andare i miei, ricordate), finalmente vuota. La macchina va che è un piacere, quasi con brio, sembra persino che esca aria fresca dalle bocchette, nonostante il condizionatore sia defunto nell’ormai lontano 2004. Potenza dell’illusione, dovrò far stendere la maglietta una volta arrivato, per farla asciugare.

Poi stasera ritorno a Roma. Arrivo all’altezza della misteriosa falsa discesa di Ariccia, e la spia dell’acqua s’accende. Temperatura a palla, il tempo di fermarmi e il muso della 146 sta borbottando come una caffettiera. Serbatoio acqua pressoché vuoto. Sembra strano che all’assistenza si siano scordati di controllarlo o riempirlo dopo qualche intervento, ad ogni modo lo rabbocco piano piano, fortuna che ho una tanica appresso – si era spaccato lo spruzzo del parabrezza, ogni tanto mi toccava scendere, lavarmi il vetro e poi persino darmi la mancia.

Arrivo nei pressi di Ciampino, e la temperatura sale di nuovo. Dolore. Proseguo piano piano, ma come imbocco il raccordo siamo di nuovo a spia rossa. Mi fermo, indosso il giubetto catarifrangente, vado a rimettere l’acqua nel radiatore, do fondo alle scorte. Riparto piano piano, vado piano piano, ma devo fare una breve sosta a Laurentina e poi EUR. In postacci d’emergenza molto brutti, ad un soffio dai TIR che passano a 110, sui dossi dove non si vede se sta arrivando qualcuno quando vuoi ripartire, tra lo svincolo d’uscita e quello d’ingresso che se non fai da 0 a 100 in 2 secondi, rischi la vita a ripartire.

La terza volta che mi fermo, sto facendo tanto di quel vapore che non so se somiglio più ad una locomotiva a carbone o ad un veicolo steampunk. Spengo, spalanco il cofano, mi metto tranquillo ad aspettare che la temperatura torni giù. Rimetto un po’ di puntine sul soffitto, che non reggono manco quelle. Ascolto la radio. Mi diverto a fare la hola quando fanno il pelo i TIR.

Riparto, e faccio in tempo ad arrivare alla stazione di servizio che c’è poco prima dell’Aurelia. Che vada piano o veloce, non fa differenza, i giri motore non contano, la temperatura sale sempre, subito, troppo. Compro due bottiglie d’acqua, mi faccio indicare un rubinetto e riempio la tanica, poi affogo ogni cosa finché la temperatura torna normale.

Quindi parto a razzo – scopro che la velocità irresponsabile aiuta a raffreddare – mi faccio le due uscite che mancano in un fulmine, piombo su Boccea, mi scaravento sgommando nel Quartaccio (c’è una tripla curva in salita da sballottamento e coi tombini posizionati esattamente in traiettoria), mi fermo a rimettere un po’ d’acqua, arrivo nel box e faccio in tempo a parcheggiare che la spia fa occhiolino. Una bottiglia d’acqua me la porto a casa, che sono un po’ accaldato.

***

Ora. Il meccanico può dire quello che gli pare. I fanatici possono pensare ciò che vogliono. Possono anche apparirmi in sogno i signori Alfa e Romeo a tentare di convincermi che così non è. Ma la verità è che raggiunta una certa età, le Alfa Romeo si disgregano. Invocano la morte e si mutilano di propria volontà. Vogliono che venga posta fine alla loro sofferenza. Perché sanno, nel profondo della loro coscienza, sentono, nel battito dei pistoni, di essere ormai, senza rimedio, FIAT dentro.

bollitamente,
Cthulhu

‘Na botta de malinconia.

20 giugno 2007

Aspetta che scenda la sera, quando una brezza fresca si alza nella città e ti penetra in casa, a portare silenzio.

Fai partire una colonna sonora morbida, rilassata, di sottofondo, ad esempio questa qui.

Leggi un fumetto onirico e meditante, quale può essere questo.

Soffermati su queste tavole in particolare:

Rocket Pack Fantasy

Bubbles

Mission Control

Signals

Ecco fatto.

facilmente,
Cthulhu

Come riconoscere un coglione.

19 giugno 2007

Tanti sono i metodi, te ne risporto due facili facili:

1) Ascoltare D’Alema che blatera a Ballarò [1]. Da prenderlo a capocciate e mandarlo a casa a calci in culo.

2) Leggere questo articolo qui. Questo di capocciate e calci in culo ne ha già presi troppi.

flashatamente,
Cthulhu

[1] La definizione di “coglione” la si interpola dalle affermazioni elettorali dell’ex presidente del consiglio Berlusconi, se c’è da querelare qualcuno non guardare me.

Segnalazioni tecnicistiche.

17 giugno 2007

Segnalazione prima (Tiny Tiny RSS): hai un milione di feed da seguire? Sei malato e non puoi rimanere per più di quattro ore senza consultarli? Come fai quando sei in giro per il mondo e non puoi portare appresso il tuo computer? Gli aggregatori online, esatto! Ma diciamo che sei anche un po’ snob e solitario, la roba per la massa non ti piace. Diciamo pure che hai un tuo server online da qualche parte, con PHP e MySQL. Non ne hai? Beh, come nerd fai un po’ pena, dai un’occhiata qui per iniziare e dimmi se non vale la pena mettere su qualcosina. Fatto? Bene, adesso torniamo al nostro problema. Un aggretatore su web, personale, tutto tuo, personalizzabile e consultabile da dove ti pare, facile facile da mettere su e da usare (AJAX, parolina magica). Eccolo qui, direttamente dall’impero russo. Se avete a disposizione cron sul vostro serverino privato, si aggiorna da solo ogni quanto volete voi, altrimenti dovrete portare un po’ di pazienza al login.

Segnalazione seconda (Liberalizzazione del Software per Personal Computer): tu odii microsfot windows. Ma quale moderazione, quale critica ponderata, microsfot windows fa schifo e lo sai benissimo. Ti sei semplicemente rassegnato. Certo, le alternative ci sono, ma non è di questo che voglio parlare. Persino te, che usi microsfot windows, sai che ogni volta che compri un portatile, paghi per la licenza. Magari a te serve pure, magari però no, che potresti riciclare la licenza del portatile che stai buttando o t’hanno fregato. Eh, si, legalmente non si potrebbe, ma se cominciamo a parlare di legalità, allora alzino la mano quelli che non hanno NEMMENO UNA COPIA di microsfot windows pirata. Ecco, appunto. Dunque, dicevo, i portatili oggi costano poco[1]. Ma potrebbero costare anche meno e guardate che, se pure è vero che ancora non è completamente flessibile come microsfot windows [2], distribuzioni di Linux come Ubuntu ormai possono fare tutto quello che serve alla maggior parte della gente (scaricare musica, vedere film porno, copiare CD, credo ci sia qualcosa di facile anche per copiare DVD). Allora, chiediamoci, perché quando mi compro un portatile devo regalare soldi all’avido Bill Gates ed al demente Steve Ballmer (un po’ come dire Berlusconi e Bondi) se poi la prima cosa devo fare è ranzarlo via e mettere su qualcosa che funzioni? Bene, se lo son chiesti pure questi qui. Avanti su, firmate, che ogni rottura in più arrecata a quei due aiuta noi tecnici a svegliarci di buon umore.

segnalatamente,
Cthulhu

[1] Costano poco pure i PC normali, ma noi geek ce li costruiamo da soli, i PC da tavolo. Pure i portatili, se proprio vogliamo, mica no. Almeno quando esplodono sappiamo di chi è la colpa.

[2] In larga parte la flessibilità di windows è ipnosi di massa. La sua unica capacità sta nell’addestrare l’utilizzatore ad utilizzare perversi e contorti strumenti masochistici per raggiungere i propri scopi – inutili anch’essi, ma gli utenti sono un altro problema – quale ad esempio usare la stampa-unione da una tabella access, trasformata in excel, per personalizzare un documento word da mandare a 4000 persone tramite outlook.

Scoperte tardive.

6 giugno 2007

So che nell’isterico mondo delle web-community attivo sempre un po’ dopo, questo non vuol dire che in giro per il mondo vi sia qualcuno ancora meno reattivo. E che vogliamo che questo eremita, il giorno che dovesse decidere di utilizzare questa strana cosa di Internet, che per puro caso dovesse capitare su questa pagina, che vogliamo che rimanga all’oscuro dei miracoli della tecnologia sociale? Sia mai!

La prima scoperta e’ Jamendo. Quando uno si stufa di riascoltare tutti i CD e gli MP3 contenuti nell’archivio cosmico (legalmente rippati da album di proprietà, s’intende), quando alla radio non trova più niente di nuovo, allora può tentare su Jamendo. Artisti sconosciuti che mettono a disposizione per il libero download le loro creazioni (tramite eMule e BitTorrent, formato MP3 o OggVorbis), ma se proprio volete potete anche fare una donazione.

Se invece vi interessano anche gli artisti noti, ma non sapete più dove altro installare un client eMule, date un’occhiata ad AllOfMP3. Comprare gli album li, in MP3 ma alcuni anche i WAV così come rippati dai CD, costa talmente poco che si fa prima ad aspettare che si svuotino le code o i tracker si sveglino. E poi le associazioni mafiose per i balzelli sulla cultura di tutto il mondo – Russia esclusa, ovviamente – lo ritengono illegale, quindi c’è pure più gusto. Certo, son sempre russi, magari è la volta buona per farsi una carta di credito ricaricabile, la Russia è pur sempre grande maestra di… uhm… genii informatici votati al lato oscuro.

Io non riesco a leggere ascoltando musica, ho sempre invidiato chi può. Devo galleggiare nel silenzio assoluto, perdermi nel buio dove solo il libro esiste, per poter creare le illusioni narrate. Perché poi non condividere i nomi nelle pile che si accumulano con altre presone, in cerca di nuovi spunti ed altri palcoscenici? Ecco così, in beta, aNobii, il catalogo virtualizzato dei tomi concreti che avete in casa. Dopo aver catalogato si può recensire, commentare, consigliare, prestare o vendere. Ho colto l’occasione per rimediare una pistola per la lettura di codici a barre (solo 11 EUR compresa spedizione su eBay, nuova… ad avere fortuna serve ancora quel coso), dovrò cominciare a scavare tra carta e polvere, armato…

spolveratamente,
Cthulhu

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