Preludio.

26 ottobre 2007

In origine era il Nulla. Il Nulla era un posto tranquillo, non c’erano disuguaglianze, non si facevano guerre o riunioni condominiali, non si era mai sentito parlare delle stragi di stato o del sabato sera. Il Nulla era ovunque, perché il Nulla non aveva confini, altrimenti sarebbe stato qualcosa; così ovunque ci si trovasse si faceva parte del Nulla e niente aveva veramente importanza, perché sempre nel Nulla si andava a finire.

Il Nulla era abitato da esseri al di la del tempo, dello spazio – impossibili da incontrare perché impossibile riuscire a combinare un appuntamento – e delle opinioni. Gli esseri non avevano nome, scopo o mestiere; non avevano niente di cui preoccuparsi, tasse o mutui da pagare ne case in cui abitare. Sarebbero stati felici, se avessero ritenuto che le emozioni fossero di qualche importanza. Esistevano e senza farne un dramma, si limitavano ad esistere.

Poi ad un certo nientesimo di Nulla – non esistendo spazio ne tempo non è possibile essere meno vaghi – uno di questi esseri ebbe un’idea. Poiché questo era già un qualcosa, gli altri esseri turbati si allontanarono in gran fretta. [1] Egli si guardò intorno e non trovando niente da vedere, disse: “Sia la luce!”. E fu il primo sfruttamento irresponsabile di risorse naturali.

La luce turbò il Nulla, che si ritrasse lasciando dietro di se forme e colori suscettibili di classificazione. La luce abbagliò chi l’aveva evocata, egli lacrimò, starnutì. Osservò poi meravigliato il prodotto della sua espettorazione e decise di chiamarlo “Universo”. Poiché l’universo era la prima cosa che avesse mai avuto un nome, ed egli vi si trovava dentro, dovette trovare un nome per se stesso. Scelse un nome che da noi ne vale almeno per novantanove, tanto che ognuno può chiamarlo come vuole. Noi lo chiameremo Lui.

Lui cominciò a giocare, come il bambino gioca con le proprie feci, finché la sua attenzione non si focalizzò su un grumo verde-azzurrognolo. Dopo un po’ che se lo rigirava tra le dita, decise di popolarlo con dei piccoli esserini a propria immagine e somiglianza. Impresa ardua, non avendo egli forma, massa o sostanza. Ed infatti innumerevoli specie di creazioni viventi videro la luce [2].

L’ultima specie ad essere creata era talmente buffa, che decise di chiamarla “essere umano”. Essendo arrivata per ultima, la razza umana pensò soddisfatta che il creatore fosse riuscito a farli a sua immagine e somiglianza e cominciò a vantarsi di essere il meglio riuscito degli esseri. In realtà Lui erano venuti altri stimoli e si era ritirato dall’Universo in cerca di un angolino appartato dove espellere altri universi. Ma questa è un’altra storia.

Gli umani erano stati abbandonati a loro stessi, ma loro non lo sapevano. Pensavano che Lui li guardasse e li giudicasse. Avendo creato un’arbitro, si crearono le squadre e gli ultras . Con poche eccezioni, ogni fazione sostenne che Lui fosse modello di compassione, carità e benevolenza, e chiunque sostenesse il contrario dovesse essere ammazzato. La storia della razza umana si sviluppò col sottinteso che vi fosse qualcosa di superiore da venerare e a cui obbedire. Col tempo la visione si distorse, e alcuni cominciarono a venerare ed obbedire quelli che predicavano vi fosse qualcosa di superiore. Questi ultimi divenirono sempre più orgogliosi, fino a confondersi e credere di essere Lui, o il suo emissario, o la sua voce, o altri suoi organi supposti.

Nel frattempo, in un angolino apparatato oltre l’Universo, qualcuno aveva tirato lo sciacquone…

chiaritamente,
Cthulhu

[1] Non essendo allora disponibili nozioni quali direzione e velocità , la fuga fu alquanto disordinata. Alcuni di quegli esseri rimasero intrappolati in quello che poi avvenne. Ad esempio, da allora Cthulhu attende sognando nella sommersa – per un riprovevole errore di posizionamento – R’lyeh. Alcuni invece da allora stazionano nei centri del potere della penisola che più in la venne chiamata Italia.

[2] Quando ormai stremati dall’impossibilità di dormire, non esistendo persiane od occhiali da sole, le creature inscenarono una manifestazione di protesta, venne istituito il buio.

Free Burma!

4 ottobre 2007

Free Burma!

speratamente,
Cthulhu

OSCR WordPress