Aereoporto di Ciampino

27 gennaio 2008

 

internazionalmente,
Cthulhu

Giornata controtendente!

26 gennaio 2008

Alla faccia del governo che cade, e che qualcuno lo finisca a calci prima che si rialzi per poi finire a capocciate quelli che fanno la fila per venire dopo, oggi m’è sembrato di vivere un giorno da Il segreto di Pollyanna.

La mattina si va dall’assistenza Alfa, per riprendere la macchina che doveva fare il bollino blu da tre mesi circa e, tanto per stare sicuri, il "Winter check". ‘Na specie di tagliando extra con in più sei mesi di assistenza stradale. Che con un Alfa, meglio averceli. Se guido io, meglio averceli de più. Temevo saltasse fuori qualche sorpresa inaspettata, qualche pezzo autoterminatosi, per fortuna sono rimasto deluso. Visto che c’ero mi son fatto spiegare perché l’idea di mettere il GPL gli fa storcere il naso… pare il problema maggiore sia – a parte il costo che supera i due testoni – una possibile difficoltà di comprensione tra la centralina del GPL e quella nativa della 147. Che siccome quest’ultima già di per se è posseduta ed ogni tanto fa cose che voi umani non potreste mai immaginare, già mi immagino cosa possa succedere a farla parlare con un’estranea…

Mentre torno a casa chiama Telecom. Lunedì prossimo vengono a montarmi il doppino aggiuntivo per l’ADSL di NGI. ALLELUJA FRATELLI! Ordinata a novembre, per due volte ho dovuto smentire che "il cliente rifiuta l’installazione del doppino". Per la contentezza mi metto a far finta di lavorare, pasticciando con del codice che più ci pasticcio peggio diventa, ed infatti elimino tutto e ricomincio e viene fuori come cristo comanda. Richiama Telecom. Azz, già finita la pacchia? No, meglio! C’è un tecnico che sta da quelle parti, che dispiace se lo mando ora? Dispiace? Quasi quasi gli faccio trovare le paste col the! E dopo manco dieci minuti, appare, figura mitologica dal carattere mutevole, entità soprannaturale col dono dell’ubiquità – ovunque tranne che da te – il tecnico Telecom! Ma non solo, dopo un po’ ne arriva un altro! Sono due! HO VISTO IL DOPPINO! LA BANDA!

Che all’inizio già si partiva male, non si capiva dove passassero i cavi e tutte le scatolette nei dintorni si rivelavano false piste. Ho persino un “scatola multimediale”, vuota, inutile, residuo di quando Telecom voleva portare la fibra ottica in ogni casa. Quando si pensa a quale muro buttare giù, la strada del cavo viene trovata, passa sotto, molto sotto, praticamente in una falda sotterranea. Non è bello sapere che i cavi del telefono passano sottoterra nell’acqua, ma più tardi un vicino mi ricorderà di quando il tombino delle acque nere straripò allagando il sottoscala, non c’è mica da preoccuparsi che è solo merda stagnate. Ah beh, allora. Vado a lavarmi le mani.

Mentre le due apparizioni, simpatiche ed abili, fanno passare cavi nelle miniere di Moria, arriva pure il corriere. Quello che ieri ho fatto l’ordine di un po’ di cose, ma invece del bonifico m’han fatto la spedizione in contrassegno, son dovuto andare a scardinare il bancomat. E così è arrivato pure il router nuovo, un Fritz! Box 7170. Uno spettacolo di scatoletta, che fa da router, PBX VoIP e POTS, AP WiFi, con una quantità di funzioni ed opzioni che a capirle tutte ci metterò troppo tempo. Infatti non le capirò, farò finta di ignorarle. Ma dico, un router che fa l’analisi spettrale del segnale ADSL, aho?

Così, andati via i due messaggeri divini, quando già il loro ricordo comincia a diventare leggenda, perdo qualche ora nel tentativo di configurare il vecchio AP come ripetitore o client del nuovo, che le mie attrezzature stanno in tutt’altro luogo rispetto a dove arriva il cavo ADSL. Dopo tante ore di bestemmie, un paio di salti dal ferramenta a recuperare dei costosi sdoppiatori per telefono ed una dose massiccia di onde radio a piena potenza, capisco che il vecchio AP anche se lo dice, non supporta WPA, sono nuovamente connesso. E c’è una mail di NGI.

Hanno già attivato l’ADSL sul doppino ancora umido? Maddai! Stacco di qua, attacco di la, ossì, funziona! Ah. Cioè, adesso navigo! Finalmente posso vedere anche io Flickr, non devo aspettare 20 minuti ogni pagina di aNobii, YouPorn va una scheggia… eh? YouPorn? Ma no, ho detto YouTube, eh. Ma si, figurati. Ehm. Dicevo, una scheggia! Speedtest.net mi da a 4.6Mbit/400Kbit (e sui 4.7 non son manco sicuro non sia un limite del vecchio AP a 11Mbit), mentre col cesso di prima che spacciano per 7Mbit, non arrivo a farne uno! Ed è l’ADSL Lite! E’ ora di chiamare Infostrada e piallare un po’ il contratto che abbiamo, eh.

Oh, non ho concluso ‘na sega, ma posso andare a dormire soddisfatto! Sempre che quelli di sopra la smettano di ballare il tango con gli zoccoli da infermiera alle 4 di notte.

riposatamente,
Cthulhu

L’auto più economica del mondo.

10 gennaio 2008

Non sembra probabile che arrivi in Italia, e questo potrebbe essere un peccato. Sarebbe l’auto usa e getta ideale per sopravvivere nel bordello delle grandi città. Piccola da parcheggiare e senza troppi scrupoli. Dice che consuma poco, inquina poco ed è sicura, dice.

Poi ho letto qui.

Mi sa che non ne sentirò la mancanza, in fin dei conti.

probabilmente,
Cthulhu

Commovente.

8 gennaio 2008


Quello che mi commuove è l’ingenuità, quella vera da americani onesti – si, pare esistano ancora – con cui il professore invoca la collaborazione tra mafiosi (lui li chiama politici, non è ancora pratico dell’italia) e i cittadini, per arrivare ad una soluzione efficente. Non per fare soldi. Manca solo un’armadio magico, il leone parlante ed il finale strappalacrime.

cinicamente,
Cthulhu

News letter di Emergency n. 1 – Anno 2008

5 gennaio 2008

L’anno passato, nei Centri chirurgici e in quelli pediatrici e di maternita’ di Emergency, oltre 350.000 persone hanno ricevuto le cure di cui avevano bisogno. E le hanno ricevute gratuitamente, perche’ insieme al bisogno ne avevano anche diritto. E’ questa la prima voce del nostro “bilancio del 2007″. Abbiamo assistito con professionalita’ e passione un grande numero di esseriumani.
Nel 2007 ci siamo anche trovati, in Afghanistan, ad occuparci di rapimenti e di scambi di persone. Non lo abbiamo voluto ne’ cercato, ma abbiamo deciso che era nostro dovere fare tutto il possibile perche’ una vita umana in piu’ potesse sfuggire alla spietata criminalita’ della guerra. E abbiamo dovuto pagare le conseguenze degli sporchigiochi della politica di chi fa la guerra.


Siamo stati attaccati da molte parti e in modi diversi. Rahmatullah Hanefi, manager dell’Ospedale di Emergency a Lashkargah, ha dovuto subire tre mesi di carcere nel totale isolamento. Su di lui (e su Emergency) sono piovute calunnie e infamie gratuite. E’ stato fatto di tutto per cacciare Emergency dall’Afghanistan. Siamo stati accusati di curare i nemici, e si e’ fatto di tutto per impedirci di curarli. Questo ci e’ sembrato intollerabile, e abbiamo preferito chiudere temporaneamente tutte le nostre strutture piuttosto che accettare quella imposizione. Abbiamo lasciato l’Afghanistan per due mesi, fino a quando ci e’ stato chiaro che la posizione della politica di Kabul e di Roma non era piu’ sostenibile. A fare la differenza sono stati tantissimi cittadini e autorita’ afgani, che hanno fatto pressione perche’ finisse “la guerraa Emergency”, perche’ tornassero ad esistere i 3 ospedali chirurgici, il Centro di maternita’ e quello di pediatria, le 23 cliniche e posti di primo soccorso sparsi per il Paese, le 3 cliniche all’interno delle prigioni.


Loro hanno fatto buona guardia, affinche’ quel patrimonio della collettivita’ non venisse saccheggiato o affidato agli sciacalli di turno. Loro hanno difeso i nostri ospedali e ci hanno convinto del grande sostegno che avremmo trovato tornando ad aprirli. Cosi’ e’ stato. Abbiamo potuto riprendere le nostre attivita’ esattamente come prima della irruzione della politica nel nostro lavoro, i nostri ospedali e centri di medicina sono tornati ad essere luoghi neutrali e indipendenti, aperti a tutti, luoghi dove non si hanno ne’ si vogliono avere nemici, ma solo pazienti da curare.


Il 2007 e’ stato anche l’anno in cui ha aperto i battenti, sul Nilo Blu alla periferia di Khartoum, il Centro Salam di cardiochirurgia. Una struttura di assoluta avanguardia, il primo ospedale di alto e livello e gratuito per i malati di cuore nel continente africano. In pochi piu’ di 6 mesi, al Centro Salam sono state operate oltre 300 persone, in larghissima maggioranza giovani e bambini. In molti si sono presentati all’ingresso, provenienti da tutte le parti del Sudan per uno strano tam tam che ha fatto sapere dell’esistenza del Centro a migliaia di chilometri di distanza. Molti altri sono arrivati da altri Paesi del continente, dal Ruanda e dalla Eritrea, dalla Repubblica centrafricana e dal Congo, dopo essere stati visitati e valutati a casa propria dai cardiologi del Centro.


Abbiamo scoperto nuove tragedie sanitarie, abbiamo constatato enormi e vitali bisogni insoddisfatti, insopportabili discriminazioni e ancora piu’ insopportabili sofferenze. Ci siamo occupati dei pazienti, e continuiamo a farlo. Questa io credo sia Emergency, una associazione non di parte ne’ di partito, tenuta in vita solo dal consenso e dal contributo di centinaia di migliaia di cittadini italiani.


Grazie a tutti, buon anno e buon lavoro a tutti noi.

Gino Strada

Il sito di Emergency.

iniziatamente,
Cthulhu

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